che palle

E’ un po’ che mi astengo dal commentare il corso degli eventi, ma è a causa di un’irrefrenabile spinta a non fare una minchia che mi ha incollato al mouse a giocare a qualunque videogioco possibile. Si vede che ultimamente avevo bisogno di uscire un momento dalla realtà per andare a comprare le sigarette e magari sparire e rifarmi una vita in un altro universo, dove certe cose non succedono, la politica è seria, le persone ragionano e le partite di calcio sono solo un corollario divertente di una domenica pomeriggio in cui non c’è proprio altro da fare.

Domenica pomeriggio non avevo proprio altro da fare e mi sono visto la mia prima partita del mondiale sudafricano, Italia – Nuova Zelanda. Il Paese del calcio contro quello del rugby, doveva essere come vedere Superman battersi col Grande Puffo, una formalità, e invece è finita unoauno, ma solo perché da noi abbiamo una maggiore esperienza nel tuffarci in area, se quello su De Rossi davanti alla porta era un fallo da rigore io sono Gargamella.

Le considerazioni sulla partita sono poche, abbiamo una Nazionale rinnovata parecchio, ma i soliti senatori resistono e il più delle volte sanno di stantìo, Camoranesi e Cannavaro sono inguardabili da un po’, ma non si può dare la colpa ai soliti se il gioco non c’è; per esempio quello che sembra uno spartano senza scudo, come si chiama, Zambrotta, ha fatto un partitone. Il problema è che manca il gioco di squadra, se lo stanno a menare a centrocampo e nessuno che provi a buttarla dentro. Quelli a cui l’Italia getterà addosso la croce della mancata qualificazione quest’anno sono Gilardino e Iaquinta, due figure leggendarie nel senso che tutti hanno letto i loro nomi nella formazione, ma nessuno li ha ancora visti in campo. Il Mondiale scorso era stato Toni a beccarsi la coppa di peggior attaccante, e oggi se l’è comprato il Genoa. Se di fronte alla manifesta incapacità di quest’ultimo ci metteremo di nuovo sul mercato per una punta “ancora in grado di stupire” so già a chi ci rivolgeremo.

E vabbè, la prossima sarà di giovedì pomeriggio, se qualcuno viene a chiedermi di fare continuato per uscire alle quattro gli faccio un levone.

Pubblicato da

spassky

Pablog è l'identità segreta di uno scrittore premiato con un paio di nobel alcuni anni fa, ma di cui non si vanta in giro perché il primo l'ha ricevuto per un disguido postale e il secondo come riconoscimento per aver restituito il primo al suo legittimo proprietario. Però un giorno ne riceverà uno per il suo lavoro, ne è certo. Solo che sarà il nobel per la medicina.

6 pensieri su “che palle”

  1. No, siete voi che avete capito male, ho detto che sarei arrivato tardi, e invece poi mi sono presentato prima, che per me era presto, ma che per voi si è rivelato essere tardi. La prossima volta potremmo darci appuntamento tardi, così se parto prima arrivo presto, ma se parto tardi arrivo puntuale.

E dimmelo, dai, lo so che ci tieni