puli puli fa il tacchino

Lo scoramento che mi prende quando penso di mettermi a scrivere, ma ne vogliamo parlare? L’idea di sedermi lì davanti alla tastiera e battere le dita su quei quadratini di plastica mi incute un senso di frustrazione che neanche un gol all’ultimo minuto preso dalla più scarsa del campionato di PES mentre magari il tuo fuoriclasse gira per il campo e firma autografi alle ragazzine in tribuna, che poi sono le stesse che stiro sui marciapiedi di San Andreas, lo so, le ho seguite.

E non è perché non avrei niente da scrivere, se mi metto lì e comincio i pensieri si dispongono tutti in fila per uno come i sabbipodi, per mascherare il loro numero, e scendono sulla pagina belli ordinati. È proprio il gesto di scrivere, guardare il monitor, la tastiera, di nuovo il monitor, cancellare le parole che non mi piacciono, le ripetizioni, pensare all’effetto che quello che scrivo potrebbe avere su chi mi legge. Ecco, è quello il problema. Non so più scrivere per me stesso, scrivo sempre per qualcun altro, e alla fine non mi diverto più, perché cerco di piacere a qualcuno che non sono io, e questo atteggiamento menefreghista nei miei confronti mi offende, e così finisce che mi boicotto.

E poi c’è che quando torno a casa ho le balle grosse e arancioni che strumpallazzano come la robapazza, e l’unica cosa che voglio è dimenticarmi di avere un cervello, sedermi davanti alla cosa più stupida e inutile che trovo e ricoglionirmici. Considerato che il lavoro deve fare lo stesso effetto su chiunque mi riesce più facile capire come mai poi tanti si mettono a votare lega.

E il libro arranca, nonostante abbia praticamente scritto tutta la storia, devo solo mettermi lì e andare da A a B a C a D E fino alla effe di fine, ma questo comporta un grosso lavoro di ricerca di parole, grammatica, forma, coniugazioni, ortografia che sarebbe come provare a scolpire un sasso stando attento a ogni martellata, calibrando la forza, la mira, sempre tenendo d’occhio il disegno generale, con l’intento di tirarci fuori.. non lo so.. un romanzo, toh.

Perlomeno è finito lost, che non se ne poteva più, e le altre serie in circolazione non sembrano in grado di tenermi attaccato al video altrettanto a lungo.

Quindi adesso non mi resta che finire:

il mio libro, i prossimi numeri di Internazionale di qui fino a quando smetterò di comprarlo, Elder Scroll IV, Mass Effect, The Big Bang Theory, Visitors, Pushing Daisies, la trilogia del Signore Degli Anelli, quella di Guerre Stellari, tutti gli Alien, i Griffin, la raccolta di racconti di Scerbanenco, quella di Carver, Il Circolo Degli Scrittori Assassini, i libri di Wu Ming, quelli di Lansdale, i fumetti di The Boys, Daredevil, Legends Of The Dark Knight, From Hell, il blog di Spinoza, varie ed eventuali.

Non ce la farò mai, ma perché non posso vivere per sempre?

Pubblicato da

spassky

Pablog è l'identità segreta di uno scrittore premiato con un paio di nobel alcuni anni fa, ma di cui non si vanta in giro perché il primo l'ha ricevuto per un disguido postale e il secondo come riconoscimento per aver restituito il primo al suo legittimo proprietario. Però un giorno ne riceverà uno per il suo lavoro, ne è certo. Solo che sarà il nobel per la medicina.

3 pensieri su “puli puli fa il tacchino”

  1. i pensieri si spaventano facilmente, ma ritorneranno, e in numero maggiore….hai troppa roba da leggere/vedere/giocare, senza contare viaggi vari….

  2. Consolati: se anche vivessi per sempre, non riusciresti comunque a star dietro alla mole di attività che ti prefiggeresti di concretizzare (spero che la consecutio sia corretta).Take it easy

E dimmelo, dai, lo so che ci tieni