mondi lontanissimi

Fu nei primi anni di vita che il piccolo Pablo dimenticò casa per cercare la Meraviglia. Indossò la maglietta di Ok Quack, saltò sul trenino, e un pomeriggio dopo la tv dei ragazzi si allontanò nel ronzare del trasformatore.

Visse avventure incredibili con quattro ragazzi in gamba, si perse in un teatro popolato solo da pupazzi, e aspettò di diventare abbastanza grande da potersi spingere dove nessun uomo, e figuriamoci bambino, era mai giunto prima.

Non fu un’attesa priva di emozioni: un giorno venne inseguito dal grosso Uomo Mozzarella, ambasciatore dell’Emilia, e per sfuggirgli dovette rinchiudersi in un castello di cemento, fra le fronde di un grosso olmo; fece a pugni con lo Straniero e ne divenne amico, ci rifece col Nano Naso e lo uccise fra le statuine di un presepe, e finalmente cominciò a diventare più alto.

La gioia di quella crescita fu enorme, da lassù poteva vedere cosa si nascondeva dietro la curva dell’orizzonte, i paesi al di là del mare, i mondi misteriosi celati alle spalle di Vega, e i terribili Micenei.

Era quella la sua meta, lo sapeva anche se nessuno gliel’aveva spiegato: oltrepassò il tempio giapponese, evitò senza problemi il toro infuriato che caricava chiunque e al tramonto arrivò sulla spiaggia. Un anziano signore in kimono sventolò la sua bandierina bianca, era il segnale che aspettava.

Sono passati tanti anni, il piccolo Pablo è diventato l’irsuto Pablo, ha fatto cose e visto gente, i suoi figli li ha chiusi dentro un libro per non vederli invecchiare, e tutti i giorni guarda l’attaccapanni, e si chiede se sia lì, la Meraviglia.

La maglietta di Ok Quack ce l’ha ancora addosso, sotto la giacca; è sempre stato un ago, ma piano piano gli è venuta l’impressione che sia tu, il Nord.

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spassky

Pablog è l'identità segreta di uno scrittore premiato con un paio di nobel alcuni anni fa, ma di cui non si vanta in giro perché il primo l'ha ricevuto per un disguido postale e il secondo come riconoscimento per aver restituito il primo al suo legittimo proprietario. Però un giorno ne riceverà uno per il suo lavoro, ne è certo. Solo che sarà il nobel per la medicina.

3 pensieri su “mondi lontanissimi”

E dimmelo, dai, lo so che ci tieni