da Godfadder

Mi chiama mia sorella, immagino voglia sapere com’è andata la mia prima pizza, e non le rispondo. E’ andata male, come vuoi che sia andata? Mai impastato niente in tutta la vita, mi mancano i rudimenti basilari per cucinare anche una pastasciutta, sarebbe come prendere uno studente di terza media e chiedergli “Hai mai riparato il tuo motorino? No? Allora vieni, che ti faccio montare lo shuttle”.

Mi richiama. Stavolta rispondo, non posso nascondermi per sempre alla sua ironia, ma a sorpresa non vuole chiedermi come mi è venuta la pizza, mi dice che il 28 settembre sono invitato al battesimo di suo figlio Alessandro. “Alle tre. Devi esserci, sei il padrino”.

Le mie rimostranze hanno ben poco a vedere col fatto che a quell’ora ci sarà Fiorentina-Genoa, io non l’ho mai fatto il padrino, non so neanche da che parte si cominci..

“Beh, documentati”, mi dice mia sorella prima di riagganciare.

Per prima cosa mi scarico tutta la discografia di Nino Rota, tanto per entrare in tema, quindi mi sparo la trilogia in un giorno, dalla mattina al tardo pomeriggio. Non contento inizio a giocare al videogioco ispirato al film, giusto per completezza.

La notte ovviamente ho gli incubi a tema:

sogno di essere in chiesa, vestito di gessato scuro. Accanto a me Marzia sfoggia una coppola calata sugli occhi e un paio di baffetti laccati, porta una lupara a tracolla e tiene uno stecchino fra i denti.

Il parroco mi chiede se sono cresimato, e subito Marzia gli mostra la lupara, commentando che certe domande sugnu dilicate, e che farebbe meglio a farsi liccazzisua.

Il parroco non si dà per vinto, e piantandomi il suo dito nodoso nella pancia mi spiega che essere un padrino è una grossa responsabilità, che dovrò essere la guida spirituale di questo bambino, e lo ripete, guida spirituale, guida spirituale, guida spirituale..

“..Guida spirituale! Guida spirituale!”nipoterie

Mi sveglio in un bagno di sudore, sono le undici e mezza, Marzia è andata a lavorare, non l’ho neanche sentita alzarsi. Sento un dolore sordo dove il parroco ha piantato il suo dito, e mi sollevo la maglietta temendo di trovarci un livido.

Non ci sono segni, ma la pancia è gonfia e mi fa male; non avrei dovuto mangiarla quella pizza, non era abbastanza lievitata.

Le parole del prete risuonano ancora nelle orecchie, e mi fanno male alla coscienza: mi rendo conto di non essere la persona più indicata a fare da guida spirituale a un bimbo, io che alla cresima sono stato preso a scopaccioni dal parroco perché giocavo coi giochini dell’orologio digitale, io che l’ultima volta che sono stato a messa è stato per il funerale di mia nonna, io che il prete non viene neanche a benedirmi la casa.. vabbè, quello è colpa di Marzia.. comunque no, non sono adatto a questa responsabilità, è meglio che chiedano a qualcun altro!

Chiamo mia sorella, ma il telefono è occupato. Decido di andare a dirglielo di persona, mi metto le scarpe, la coppola, infilo la testa di cavallo in un sacco ed esco. Per la strada riscuoto il pizzo da un paio di negozianti, mi sento un po’ meglio, ma giunto sul sagrato della chiesa vengo assalito nuovamente dai sensi di colpa, maledetta educazione cattolica!

Non so cosa mi prenda, forse il panico, forse i peperoni, varco il portone in ferro battuto e mi presento al parroco:

“Buongiorno padre”, gli sussurro.

“Buongiorno figliolo, non c’è bisogno che parli a voce così bassa”, mi risponde.

“Noo, lei non capisce, è il personaggio che lo impone”, e lui chissà cosa capisce, perché mi risponde “Nostro Signore ci sente benissimo!”

“Vede Padre”, gli dico per cambiare discorso, “sono venuto qui perché ho dei problemi”

“Tutti quelli che entrano qui hanno dei problemi, e cercano di risolverli scaricandoli su qualcuno che non si lamenta mai, e se ne sta lì in croce in silenzio”

“No, ma i miei sono causati proprio da lui, vede, sono stato scelto per fare il padrino a un bimbo, ma la mia fede.. insomma..”

“Mi stai dicendo che non credi?”

“Beh ecco..”

“Non hai fede?”

“Eh dipende cosa intende..”

“La fede, fratello mio, è quella cosa che ti dà speranza quando non ce n’è, quando le difficoltà ti soverchiano, e tutto ti dice che non è il caso di andare avanti, ma tu credi che migliorerà, perché qualcuno più in alto di te ha posto la sua mano su di te..”

Il suo discorso mi ha fatto venire Genoa-Juve, come credevamo che il gol di Nedved avrebbe aperto le danze, e invece all’ultimo momento Juric è entrato in area e ha scavalcato il portiere con un siluro insidioso sotto la traversa. Sorrido.

“Vedi? Lo capisci anche tu cosa vuol dire avere fede, speranza. Io non credo che la fede ti abbia abbandonato del tutto, si è solo ritirata in un angolo, e aspetta che tu la riporti alla luce.”

In effetti quando si parla di guida spirituale non si specifica di quale religione, e io mio nipote ho tutta l’intenzione di portarlo sulla via della stessa perdizione che ha rapito la mia anima: il calcio e la musica.

“Vai a messa, figliolo?”

“Si, padre, tutte le domeniche”, gli rispondo, e non mento neanche, che per quelli come me la partita è un momento di comunione spirituale.

“E allora qual è il problema? Sii pure il padrino di tuo nipote, sei perfetto per quel ruolo!”

“lo credo anch’io padre, grazie mille!”

Me ne vado più sereno, e poi dicono che la risposta ai tuoi problemi non la troverai mai in chiesa!

Pubblicato da

spassky

Pablog è l'identità segreta di uno scrittore premiato con un paio di nobel alcuni anni fa, ma di cui non si vanta in giro perché il primo l'ha ricevuto per un disguido postale e il secondo come riconoscimento per aver restituito il primo al suo legittimo proprietario. Però un giorno ne riceverà uno per il suo lavoro, ne è certo. Solo che sarà il nobel per la medicina.

6 pensieri su “da Godfadder”

  1. Come regalo potresti fare dei pesci.
    Che vuol dire che Luca Brasi dorme con i pesci.
    E tanto a te che te ne frega di Luca Brasi? Lo conosci? E allora…

E dimmelo, dai, lo so che ci tieni