due tre cose mentre aspetto l’ora buona

Intanto lasciami rassicurare quei tre quattro che si fanno un’opinione di me dalle righe che riempio qui sopra, non avendo altri mezzi con cui giudicarmi potrebbero credere che io sia una specie di beone privo di interessi al di là della ricerca ossessiva del fondo del bicchiere. Ebbene, è proprio così, seppure ieri sera non abbia raggiunto quello scopo che mi ero prefisso.
Per chi volesse informazioni più dettagliate il prefisso, trovandomi a Genova, era 010.
Perché non sono riuscito a portare a termine un compito semplice come l’abbruttimento alcolico? Eppure ho dalla mia anni di addestramento, la compagnia era ideale, le finanze floride, l’ora adatta.. Sarà che il mio ritrovo abituale, le Cappe, si erano trasformate nella sede della Nuova Compagnia Di Canto Popolare, e in quanto ad abbruttimento avrei avuto degli avversari di tutto rispetto, tanto che non me la sono sentita di sfidarli.
E poi ne venivo da un inizio serata ad alto tasso culturale, vuoi che non influisca sul mio comportamento? Così ho finito per contenermi e guardare gli altri che disfacevano la propria dignità stonando su un pezzo di Celentano.
Altri episodi degni di nota non ne ho da raccontare, sto qua e aspetto l’ora buona in cui partirò alla volta del rettangolo verde, ho cominciato un altro libro di Hornby, l’emporio è chiuso e non posso comprare la stoffa gialla da cui ricavare le lettere per lo striscione, Emma sente il caldo ed è stranamente quieta, Fototifo ha messo online le foto della trasferta di Empoli, c’è parecchio da scaricare, Mazinga è ancora in giro, come direbbe Dario se gli raccontassi qualche aneddoto.

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spassky

Pablog è l'identità segreta di uno scrittore premiato con un paio di nobel alcuni anni fa, ma di cui non si vanta in giro perché il primo l'ha ricevuto per un disguido postale e il secondo come riconoscimento per aver restituito il primo al suo legittimo proprietario. Però un giorno ne riceverà uno per il suo lavoro, ne è certo. Solo che sarà il nobel per la medicina.

E dimmelo, dai, lo so che ci tieni