le pablog au cinéma: Amore e inganni

Image for Le pablog au cinèma: The Book Of Eli hits The RoadPrima o poi lo imparo, quando una ragazza mi dice che ama i film in costume non devo pensare che mi porterà a vedere Dottor Strange, perché le ragazze non ti ci portano mai a vedere Dottor Strange. L’unica è Giulia, che infatti sono più ragazza io.
Ieri sera è successo di nuovo, ho proposto una rosa di titoli alla mia affascinante accompagnatrice (quindi non Giulia), aggiungendo due righe di commento in cui ho cercato di mantenermi imparziale come gli spiegoni sul referendum.

“Ci sarebbe Sing Street, una commedia intelligente con una colonna sonora pazzesca, che è uscita già un po’ e non starà più tanto nelle sale. Oppure c’è quel gran figo dell’attore che fa Sherlock, ti piace Sherlock? Qui fa tipo un mago moderno superspacchiuso che combatte i cattivi con effetti speciali da paura e una storia che dicono essere pazzesca. E sono tutti in costume da supereroe! Eh? Eh?”
“Io veramente intendevo un altro tipo di costume”
“Oddio, non sarai mica una fan dei Vanzina?”, le chiedo con l’orrore negli occhi e il suo numero di telefono sullo schermo del cellulare, col dito pronto a schiacciare “Fuggi e nuclearizza”.
“No!”, dice lei. “Ma mi piacciono i film ambientati nel ‘700. Ce n’è giusto uno tratto da Jane Austen, si chiama Amore E Inganni. Andiamo a vederlo?”

Non ne so granché di Jane Austen, vedo grosse case in mezzo a giardini curati, ampie gonne e pettinature antigravitazionali, maggiordomi e tazze di tè, un casino di clavicembalo.

“È appena uscito Free State Of Jones. C’è un attore che piace alle donne (e anche a me, lo ammetto), è ambientato nel ‘700, mi sembra un buon compromesso. Eh? Eh?”

La verità è che ho la bava alla bocca da quando è uscito il trailer in inglese, mesi fa, ma cerco di darmi un contegno.

“Non lo so, ho visto che si sparano. Mi sembra più un film d’azione, non è tanto il mio genere. A me piacciono le storie romantiche dove persone pettinate come Marge Simpson parlano per ore di intrighi ed entrano ed escono di continuo da porte con rifiniture dorate.”

Mi chiedo chi me lo fa fare. Mi rispondo anche, con un mezzo sorriso piuttosto eloquente, e all’ora giusta sono seduto in sala.

sfondi bellissimi, niente da dire

sfondi bellissimi, niente da dire

L’ora giusta per l’operatore del Sivori differisce dalla mia di qualche minuto, così mi perdo la presentazione dei personaggi e il rapporto fra Lady Susan, la scaltra protagonista del racconto, e Lord Manwaring, l’affascinante riccone con cui intraprende una relazione clandestina. Alla fine tutto si chiarisce lo stesso, perché la storia ha la classica struttura circolare, ma senza quell’inizio mi manca sempre qualche riferimento che non capisco. Poco male, nelle scene in cui non mi è chiaro cosa sta succedendo mi giro verso la mia accompagnatrice e lo chiedo a lei, che detesta quelli che parlano al cinema e di solito mi mena, io svengo e perdo altri dieci minuti di dialoghi che mi creano altri buchi nella comprensione dell’opera.

Dietro di noi c’è uno che russa come un bombardiere, forse certi problemi non dovrei farmeli e basta.

Il film mi è piaciuto, gli attori sono bravi, Kate Beckinsale è anche bellissima e Stephen Fry vabbè, che gli vuoi dire, è Stephen Fry, si presenta, dice tre cose e il film prende tre punti secchi così, a tavolino.

la classe

la classe

Le location del film sono tutte in Irlanda, la casa londinese in cui si trasferisce Lady Susan si trova in centro a Dublino, ma basta una carrozza e due muratori che aggiustano il marciapiede per ricreare l’illusione. I muratori peraltro ci sono ancora, sono gli stessi che hanno cambiato le tubature sulla strada di casa mia da dicembre 2014 allo scorso settembre.

ochei, ochei, con una carrozza davanti è più credibile

ochei, ochei, con una carrozza davanti è più credibile

Gli attori sono inglesi, e spesso già rodati su opere tratte dalla Austen. Per esempio Morfydd Clark, che interpreta la figlia manipolata di Lady Susan, ha avuto una parte in Pride & Prejudice & Zombies, l’unico film in cui viene resa completa giustizia di un testo della scrittrice.

L’amica americana della protagonista è interpretata da un’americana, Chloë Sevigny, che probabilmente avrete già visto in American Horror Story, mentre il pretendente belloccio, che nessuno capisce dopo cinque minuti che fine farà, è un attore australiano che probabilmente non avrete mai visto nella saga di Twilight, e se lo avete visto siete delle brutte persone.

Bello, mi sono divertito più di quel che credevo, non ho rischiato di addormentarmi e non ho rivisto lo stesso quadro appeso in tutte le case del film, come spesso accade. Però la protagonista tiene in casa un ritratto di Isaac Newton che avrei visto meglio appso nell’appartamento di Sheldon Cooper.

ma perché?

ma perché?