l’entomologo svanito

Ti ho baciata una sera, a sorpresa, ed è stato dolce, ed è stato speciale.
I primi baci ce l’hanno questa cosa, di essere dolci e speciali.
Poi non ci siamo più visti.

Quando ti rivedrò, domani, fra un mese, boh
Sarà come un altro primo appuntamento, quando non sai bene cosa potrebbe succedere
Resterò lì a chiedermi se posso baciarti di nuovo, magari ti sei scordata.
Magari me lo sono immaginato.
A volte lo faccio.

Piglierò di nuovo coraggio, basterà un po’ meno dell’ultima volta
Ti bacerò di nuovo, a sorpresa. Sarà dolce, e sarà speciale.
Sarà di nuovo la prima volta.

Se ci pigliamo gusto potremmo rifarlo sempre
Non ci vediamo più per un po’, poi ci rivediamo un po’ imbarazzati,
restiamo un po’ lì, poi ti bacio.
Tu fai quella che non se l’aspettava perché sei gentile, ma un po’ te la mena.

E anche questo mio struggimento lo trovi eccessivo
Ci vediamo tutte le settimane, dai.
Ma come faccio a spiegarti
Ci sono animali che non vivono così tanto.

Quella sera, mentre ti baciavo, da qualche parte del mondo nasceva un coso con le zampette
E quando ti bacerò di nuovo non ci sarà già più
perché i cosi con le zampette vivono solo cinque giorni quando gli va bene,
che di solito al terzo gli prende la depressione e s’impiccano.

Capisci?
Amore e morte! Ma chi ce l’ha?
A parte Romeo e Giulietta, certo.
Vabbè, Tristano e Isotta, chiaro.
Ma sì, Orfeo ed Euridice, era sottinteso.

Ho capito, niente cosi con le zampette che muoiono male per noi.
Per noi passeggiate sul mare lucide di pioggia,
Lampioni pallidi nella bruma,
Mattonelle scivolose.

È dolce anche così
Ma la morte l’avrei preferita in senso figurato.

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E dimmelo, dai, lo so che ci tieni

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