la crisi in Pablonia

Lo avrete senz’altro sentito al telegiornale, la Pablonia sta attraversando un momento di grave difficoltà. Il suo presidente è stato spodestato e le fumetterie hanno aumentato i prezzi, provocando un pericoloso tracollo economico. Il nuovo presidente, sostenuto dalla bellicosa minoranza etnica dei Catzari, ha minacciato di invadere i paesi vicini, ricchi di materie prime, e adesso tutto il paese è tappezzato di volantini che inneggiano ad imbracciare le armi e riprendersi ciò che appartiene ai pablacchi di diritto.

(i pablacchi, mi pare chiaro, sono gli abitanti della Pablonia)

Ora, siccome i paesi vicini sono io, ho pensato di spedire in veste di ambasciatore il mio fido senso dell’umorismo, che ho letto su Internazionale che secondo studi autorevoli basta farci una risata e passa tutto, tipo che muori, ma haha che ridere e stai subito meglio.
I pablacchi non l’hanno letto quell’articolo, e il mio ambasciatore è stato ricevuto con un calcione nello stomaco e buttato dentro il leggendario Pozzo Di Considerevole Profondità, al grido di This! Is! Pablonia!

Adesso sono un po’ scoraggiato, che il mio senso dell’umorismo lo conoscevo da tanti anni, e uscivamo sempre insieme e mi ci trovavo bene, e sono sicuro che si riprenderà, tipo che è morto ma haha che ridere e prima o poi me lo ritrovo in casa a ripulirmi il frigo, ma finché non torna me la vivo malino.

Comunque ieri sera sono andato a letto presto con una sedia davanti alla porta per paura degli invasori pablacchi. È un trucchetto che mi insegnò mia nonna tanto tempo fa: si mette una sedia davanti alla porta, così se i pablacchi ti sgusciano in casa per farti le brutte cose la trovano e ci si siedono, che i pablacchi sono gente pigrissima che non sa resistere a una sedia vuota. E la cosa bella è che se sono più di uno cominceranno a menarsi fra di loro per accaparrarsi il prezioso sostegno, dimenticandosi completamente di te. Col fatto che aveva l’alzheimer, mia nonna ne sapeva il doppio delle nonne comuni.

Adesso devo andare a lavorare, ma appena torno scrivo alle Nazioni Unite affinché impongano un embargo alla Pablonia e mi restituiscano il mio senso dell’umorismo, che mi sento solo.

Pubblicato da

spassky

Pablog è l'identità segreta di uno scrittore premiato con un paio di nobel alcuni anni fa, ma di cui non si vanta in giro perché il primo l'ha ricevuto per un disguido postale e il secondo come riconoscimento per aver restituito il primo al suo legittimo proprietario. Però un giorno ne riceverà uno per il suo lavoro, ne è certo. Solo che sarà il nobel per la medicina.

2 pensieri su “la crisi in Pablonia”

E dimmelo, dai, lo so che ci tieni