io l'inverno lo detesto

Che poi non ho mai imparato la sottile arte dello sticazzi, ed è per questo che ad un certo punto mi trovo come un fiorentino all’inizio di un libro scritto in endecasillabe, e al posto della lonza e della lupa ho un gatto e un cane, e il terzo animale non mi ricordo cos’era, cercare su guggol non vale, quindi diciamo che era un rinoceronte, che non ho, e quindi ci metto una persona senza faccia, che oggi è la giornata mondiale delle persone che non hanno la faccia, l’ho letto su notiziechemisonoinventatoadesso.it, e in questa giornata si ricordano tutti quelli che indossano una maschera e nessuno sa come sono fatti sotto, tipo V, ma senza dover per forza insegnare a un popolo l’anarchia, che sarebbe un bello sbattone qui da noi, dove la forma più elevata di autogoverno è dire al fruttivendolo che ci ha dato per sbaglio dieci centesimi in più.

Brian Sweene Fitzgerald si mette in testa di portare Enrico Caruso nel cuore dell’Amazzonia, perché quando hai un sogno ti scorni per renderlo possibile, anche se è una stronzata e tutti ti dicono Brian Sweene pliz stahp, ti sei messo in testa di farlo e ci spendi tutti i tuoi soldi e tre anni di lavoro e due morti e alla fine fai questo film che neanche piace a tutti, ma Klaus Kinski ha un fascino da belva impazzita che da solo vale le duoremmezza di personaggi improbabili e temperature ostili e ricerca del posteggio.

Certe volte mi ci sento davvero un personaggio bidimensionale di un racconto senza trama, se la mia vita fosse disegnata sarebbe una striscia in cui ogni vignetta è uguale alla precedente perché si aspetta la battuta finale, ma l’ultima vignetta è stata tagliata via e al suo posto ci hanno messo la pubblicità degli occhiali per vedere attraverso i vestiti, tanto ridere ma non ho capito cosa voleva dire.

Un giorno spero di imparare a stare seduto composto, sfruttare come si deve il tempo libero, capire i film senza lo spiegone, accontentarmi, camminare diritto.

E dimmelo, dai, lo so che ci tieni