Il tuo sasso, le strade di Genova

Questo articolo non l’ho scritto io, e si vede.
Lo ha scritto Buoni Presagi stamattina, e io l’ho letto in piedi, con un piede fuori dalla porta, sullo schermo del telefono mentre tornavo a lavorare. E non sono riuscito ad aspettare stasera per pubblicizzarlo come meritava, ho dovuto fare qualcosa subito, mi ha preso un’urgenza lì in piedi con un piede fuori dalla porta che quando ho visto che potevo ribloggarlo l’ho fatto subito, senza guardare come sarebbe venuto fuori, se da qualche parte i lettori avrebbero potuto capire che non l’avevo scritto io, anche se si vede, dai, quando mai ho scritto una roba così puntuale e completa? E poi alla fine non c’è scritto neanche belle merde.

Comunque niente, sono sempre felice di leggere cose di questo genere, anche quando sarebbe meglio che certe cose che spingono poi a scrivere cose di questo genere non succedessero proprio, e pazienza per le cose di questo genere che non si potrebbero più leggere, ma quando succedono è importante che ci sia qualcuno che ne sappia parlare e ti faccia pensare e incazzartici pure.

E magari pigliare la tua bella tastiera e scrivere due righe e spargere la voce.

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E dimmelo, dai, lo so che ci tieni