Piccoli passi verso la democrazia

Allora, per l’assemblea di mercoledì direi di cominciare a stampare dei volantini, poi potremmo distribuirli in città. Io li posso portare nei licei. Bene, io allora vado alle facoltà di economia e commercio e di filosofia. Potremmo anche contattare quelli del referendum sull’acqua pubblica. Si, chiediamo se possono venire a spiegarci bene la questione, la gente ha bisogno di essere informata. Ma ragazzi, così non funziona però. Cosa? Questa cosa qui! Siamo quattro gatti, dovremmo essere di più! Beh, col tempo.. Ma che tempo! Io ho trent’anni e faccio un lavoro di merda sottopagato dodici ore al giorno! Io a questa cosa ci credo! Bisogna cambiare! Eh, infatti, siamo qui per questo. No! Ma dovremmo essere di più, capisci? Dovrebbe esserci tutta la città qui in piazza! Perché se vado a parlare con la gente ci sono un sacco di persone che si sono rotte i coglioni di questa situazione, e poi in piazza siamo solo sei o sette. Ma perché? Me lo spieghi perché? Beh, la gente va convinta, informata.. E si! È quel che sto dicendo! Va informata! Non dobbiamo stare qui a mugugnare, dobbiamo fare qualcosa di concreto! Bisogna svegliarla questa città! Infatti, stavamo dicendo di andare a distribuire dei volantini. Si, ma qui non bisogna stare a parlare, bisogna muoversi! Ci vuole qualcosa che attiri la folla in piazza! I volantini servono appunto a dire alla folla di venire in piazza. Ecco! I volantini! Stampiamo dei volantini! Basta parlare!

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spassky

Pablog è l'identità segreta di uno scrittore premiato con un paio di nobel alcuni anni fa, ma di cui non si vanta in giro perché il primo l'ha ricevuto per un disguido postale e il secondo come riconoscimento per aver restituito il primo al suo legittimo proprietario. Però un giorno ne riceverà uno per il suo lavoro, ne è certo. Solo che sarà il nobel per la medicina.

Un pensiero su “Piccoli passi verso la democrazia”

E dimmelo, dai, lo so che ci tieni