90cm

“Maaa..” dice Marzia al telefono, e mentre la guardo penso che tutta la mia vita è qui, nei novanta centimetri di tavolo che ci separano, in quei gesti che ormai riconosco uno per uno, nelle frasi che usa. Sta tutta qui la mia esistenza, quello che sono stato, e che mi ha portato a sedermi a questo tavolo in questa stanza, a scrivere su questa tastiera. Incontri, scelte, comportamenti che solo adesso trovano un senso, quando ho detto ciao invece di addio, o vaiafareinculoammazzati invece di saimicacheoresono. Ora, a distanza di tempo, posso vedere che tutte le curve sul mio cammino componevano una linea retta, tanto larga che se mi guardo indietro vedo ancora da dove sono partito.
E sorrido mentre guardo questa ragazza dai capelli color bricchetto, e lei non se ne accorge, la testa chissà a quale progetto, di certo comprendente una futura ricollocazione del tavolo della cucina, che oramai ha le gambe storte a suon di trascinarlo di qua e di là.
Poi è ora di alzarsi e tornare al lavoro, lascio un pezzo di anima appesa alle sue labbra, a tenermi il posto fino a sera, e me ne vado contento, di cosa lo so solo io.

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E dimmelo, dai, lo so che ci tieni

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