un picculu passu

"Hai un netbook? E perché non ti installi ubuntu, che va troppo più veloce di windows?"
Ammetto che anche prima di sentirmelo ripetere dagli amici ingegneri ci avevo fatto un pensierino, perché xp mi aveva da tempo scassato le balle, si riempiva di virus solo a guardarlo e perché un nuovo sistema operativo fa venir voglia di usarlo, e se è gratuito è ancora più simpatico. Così mi sono messo lì e ho scaricato Ubuntu Netbook Remix, una versione di linux creata apposta per i netbook come il mio.
Da subito ho avuto problemi, non c’era verso di installarlo, mi parlava di un errore che avrei avuto difficoltà a capire già in ambiente windows, per fargli capire cosa volevo fare ho dovuto ripiegare sulla versione base.

Ubuntu si installa da niente, come un programma qualsiasi, e mentre la barra cresce c’è una finestra che ti suggerisce un mucchio di bei programmi uguali uguali a quelli di windows, ma gratuiti. "Che bello, me li uso subito tutti!", mi sono detto, e appena lo schermo è diventato nero ed è comparso nel mezzo quella specie di anello luminoso diviso in tre spicchi mi sono sentito un pioniere alle prese col suo nuovo badile.

E’ passata subito, giusto il tempo di rendermi conto che i caratteri che impiega mi fanno più o meno tutti cagare, e che non riesco a scaricare la posta. E poi è tutto in inglese, santa cacca!
Mettiti lì buono buono, cerca il pacchetto in italiano e spiegagli come aprirlo, togli quelle cacchio di barre gigantesche da sopra e sotto, scegli uno sfondo un po’ più figo della duna beige, è già più accettabile, no?
Le piccole correzioni le ho capite, sono la solita minchiata, ma ho paura che per proseguire avrò bisogno di ben più di una mappa disegnata a pennabic su un foglio.
Mi sento come l’elfo oscuro Pablog alle porte della città imperiale, mentre scruta la sua cartina per capire come raggiungere l’abate Ciarlibraun, o come si chiama, non lo so più. Adesso mi prendo una pausa dai sistemi operativi friuèr e vado a spaccare il culo a qualche goblin.

Pubblicato da

spassky

Pablog è l'identità segreta di uno scrittore premiato con un paio di nobel alcuni anni fa, ma di cui non si vanta in giro perché il primo l'ha ricevuto per un disguido postale e il secondo come riconoscimento per aver restituito il primo al suo legittimo proprietario. Però un giorno ne riceverà uno per il suo lavoro, ne è certo. Solo che sarà il nobel per la medicina.

8 pensieri su “un picculu passu”

  1. io, in quanto amico ingegnere non ti avevo consigliato linux, proprio perché spesso è tutto tanto incasinato se ci si è abituati alle configurazioni di windows. ma tant'è….

  2. anch'io non ebbi fortuna con Ubuntu, ripiegai su SuSe, e a dire il vero con il laptop ho sempre avuto difficoltà, poi ho scoperto che tutto risiedeva nel driver wireless, che non è disponibile per linux. Quindi per far girare il laptop con il pinguino devo connetterlo alla rete con il cavo… un po' contro il concetto di "portatile", se non fosse che il mio laptop, causa batteria ormai inesistente, deve sempre essere attaccato alla spina….
    Sul desktop uso spesso Fedora.

  3. Non mollare!E' un anno che uso Ubuntu e non mi sono pentito. Pensa che ho comprato il pc nuovo e ho installato Ubuntu e solo lui da subito!Ci vuole più impegno e perseveranza ma alla fine il risultato è ottimo e scopri giorno dopo giorno quanto sia semplice.Ah, niente visurs e tutte le applicazioni che vuoi anche quelle che con Win non pensavi neanche esistessero!

  4. E' che dovrei scaricarlo e reinstallarlo, perché la versione che ci ho messo funziona solo finché non riavvii, poi ogni volta si mette a cercare non so bene cosa e non c'è verso di farlo smettere. O perlomeno io non ne sono in grado.

E dimmelo, dai, lo so che ci tieni