uno sbattone incredibile

Ho finito di scrivere il quarto capitolo, il più lungo finora, se non sbaglio, ma non ho con me il righello e non ho voglia di verificare, tanto a cosa serve sapere che il primo dura una pagina, il secondo due, il terzo tre e via allungando? Vorrà dire solo che l’ultimo sarà lungo come tutto Il Signore Degli Anelli, ma senza orchi. La trama si mantiene fedele al canovaccio che ho scritto prima di cominciare, e di ciò sono felice, che mi dà qualche speranza in più di arrivare in fondo, che se dovessi riscrivere tutto da capo credo che lo mollerei domani. Non che così ci siano delle certezze di vederlo pubblicato, quando guardo a che punto sono e quanto ancora ho da lavorarci, e vedo quante pagine ci sono volute per quel poco, e quante ce ne vorranno, e quante difficoltà, mi tremano le dita.

Io mica credevo che sarebbe stata una cosa così difficile, sennò mi ci mettevo davvero! Pensavo mi metto lì, scrivo due cazzate tanto per dargli una direzione, lo riempio di battute e arrivo in fondo in un paio di settimane lavorandoci quando ne ho voglia, faccio una ventina di pagine, trenta se proprio voglio stare largo, lo spedisco a Cinelli e aspetto che esca.
Dannato talento!

3 Comments

  1. il problema del talento è che vuol sempre essere accompagnato dalla disciplina! Io non ho mai avuto né uno né l’altro. Ciao Spassky, saremo contemporaneamente in Austria, pensa te!

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E dimmelo, dai, lo so che ci tieni