diario dalla fiera del libro

Mentre sto scrivendo davanti al monitor più rigato del mondo, in una piccola pensione cino-piemontese, nei pressi dell’ospedale Maria Vittoria di Torino, il Subcomandante è salita in camera e probabilmente la troverò già russante. Oppure sbaglierò camera, che già per farsi dare la chiave giusta è stata una commedia.
Siamo a Torino per la fiera del libro, partiti il sabato pomeriggio per vedere Ascanio Celestini e sgroppati giù da un autobus dopo mezz’ora di stumpetestampete sull’acciottolato che sarà pure sabaudo ma ti fa tornare su la cena.
E si che non era buona neanche la prima volta.

Insomma, Celestini era bello, io però ne ho visto venti minuti e poi sono andato a fare un giro, che la fiera l’è sempre la fiera, e volevo vedermene un po’ di anteprima prima di buttarmici dentro domani mattina.

La prima impressione è che l’è sempre la fiera un par di coglioni, la crisi si sente, si sono rimpiccioliti gli stand, imbruttite le standiste, ma forse è solo che nel frattempo non ci sono più i miei amici da anare a salutare. Verai che domani, quando mi siederò ad ascoltare Marino Sinibaldi farmi fahrenheit lì davanti, mi sembrerà tutto più bello.

E c’era Beppe Gambetta che schitarrava a palla, però Augias non c’è venuto a litigare con dio.
Vado a letto, che la d non funziona, ‘sta tastiera perde i tasti, fra poco si chiamerà solo era.

15 Comments

  1. il maria vittoria è l’ospedale dove è nato Osvaldo. Lo so che non ti frega. Mi dispiace non avervi visto, volevo portarvi al bicerin, il caffé più antico del Piemonte e forse anche d’Italia, ma sono tre notti che non dormo

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  2. passa il tempo vola e va
    forse non ce ne accorgiamo
    ma più del tempo che non ha età
    siamo noi che ce ne andiamo

    No, niente, mi è venuta in mente pensando al decadimento degli stand e delle standiste.
    Probabilmente sono le stesse di quando eravamo giovani, solo che non siamo più giovani noi, e non sono più giovani loro.

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  3. alla fine mi sono pentita di aver dormito… dovevo alzarmi e condurvi almeno in un luogo della torino esoterica e farvi bere un cappuccino da due euro e 50 in un caffé storico! Chissà dove l’avete bevuto!!!

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  4. alla fine mi sono pentita di aver dormito… dovevo alzarmi e condurvi almeno in un luogo della torino esoterica e farvi bere un cappuccino da due euro e 50 in un caffé storico! Chissà dove l’avete bevuto!!!

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  5. Lo abbiamo bevuto in un baretto similfigo sotto dei similportici in Piazza C.L.N., vicino a una delle due fontane, e costava 3 euri e dieci!!!

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  6. Infatti quella di profondo rosso ghigliottinata sulla finestra era una barista che aveva fatto pagare 5mila lire dell’epoca un cappuccino a un’anziana turista genovese…

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  7. Infatti quella di profondo rosso ghigliottinata sulla finestra era una barista che aveva fatto pagare 5mila lire dell’epoca un cappuccino a un’anziana turista genovese…

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E dimmelo, dai, lo so che ci tieni

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