facchin rocchenroll!

In un rigurgito di ribellione verso la società decisi di abbandonare i binari sicuri della mia vita di bravo ragazzo, la casa, il lavoro, la famiglia, e di dare a questo mondo marcio lo schiaffo che si meritava: sarei diventato una rockstar!
Il fatto di avere lo stereo acceso mentre davo questa svolta alla mia vita influenzò non poco la mia scelta, ma meglio così, se mi fossi trovato a buttare alle ortiche il mio passato davanti a Report avrei finito col diventare un brigatista, o mi sarei innamorato della Gabanelli.

Ma che importa da dove si comincia, ciò che conta davvero è il risultato, la mia decisione era presa, il mio futuro segnato, vivere in fretta, morire giovane, lasciare un bel cadavere, sarei diventato un fottuto rocchettaro, perdìo!

Il fatto di non saper suonare alcuno strumento non mi demoralizzò, se c’erano riusciti i Milli Vanilli poteva farcela chiunque.
Basta avere il muso duro, e io ce l’avevo, cazzo!
Basta essere contro tutto e contro tutti, e io lo ero, cazzo!
Basta conoscere un produttore compiacente.
E io non lo conoscevo.
Cazzo.

Un amico viggèi? Neanche. Un politico, anche piccolo, un consigliere comunale..
Un sindacalista! Dai, tutti hanno almeno un amico sindacalista..

Niente, la mia schiera di amicizie nei punti chiave del potere si riduceva a uno che andava a scuola con un comico di zelig. Uno di quelli che non fanno ridere, fra l’altro. Cioè, non che gli altri.. diciamo uno dei peggiori, quelloche entra nei titoli di coda per raccontare una barzelletta e riesce pure a confondersi l’italiano col francese, e non sa più cosa ci fa il tedesco con la banana.

Lo chiamai comunque, non si sa mai. Mi feci dare il numero, e appena rispose feci la faccia tosta ed esordii con:
“Matteeooo! Ciaoooo! Come staiii! Ti ho visto in televisione e non ci credevo che fossi tu! Oh ma sei troppo forte, guarda, l’ho detto subito a Marzia, te la ricordi Marzia, quella sempre malata, le ho detto oh, ma quello lì è Matteo! Ma pensa, quanto tempo! E com’è che sei finito alla tele, dì, che tutti pensavano che dopo la scuola non avresti fatto più un cazzo e saresti finito in qualche brutto giro e prima o poi ti avrebbero trovato in un vicolo, morto e sporco di merda, e tu invece niente, li hai zittiti tutti, hai fatto strada tu, hai fatto i sacchi, bravo! E a proposito, dimmi un po’, com’è che ci sei finito alla tele? Cioè, senza passare per la cronaca nera intendo, che così siam capaci tutti, perfino Marzia c’è riuscita, quando l’hanno beccata a spacciare. Perché avevo in mente di proporre un gruppo che conosco che suona da dio, guarda! Ci sono io che sono un rocchettaro bastardo, tipo ci hai presente Pino Scotto, poi c’è Marzia, che al telegiornale mentre la trascinavano al commissariato con la febbre a ottantasei sembrava Merilinmenson e secondo me se la metti su un palco spacca, poi ho un amico che una volta suonava la chitarra elettrica e penso di riuscire a convincerlo a esibirsi. E’ vero che di solito gli prende il panico e vomita a spruzzo, ma basta lasciare libere le prime tre o quattro file e puoi anche volgere la cosa a tuo vantaggio. Pensavo che potrei mandarti un demo, ma neanche potrei venire direttamente con te a canalecinque italiauno dov’è che vai e parlare io col produttore, vedrai che lo convinciamo, magari te gli racconti due barze, oh ma no di quelle sulla mafia, che lì son di un suscettibile, eh? Allora? Andiamo? Facciamo che mi passi a prendere tu? Ma non troppo presto che a me la mattina piace dormire.”

“Ore diciotto.. e quarantacinque.. Ore diciotto.. e quarantacinque.. ore diciotto..”

Oh, mi avevano dato il numero sbagliato! Da non credere! Ma la mia strada verso il successo non si sarebbe interrotta così sul più bello, avrei trovato nuove vie, e gliel’avrei fatta vedere a tutti!
Fuckin’ Rock’n’roll!

Pubblicato da

spassky

Pablog è l'identità segreta di uno scrittore premiato con un paio di nobel alcuni anni fa, ma di cui non si vanta in giro perché il primo l'ha ricevuto per un disguido postale e il secondo come riconoscimento per aver restituito il primo al suo legittimo proprietario. Però un giorno ne riceverà uno per il suo lavoro, ne è certo. Solo che sarà il nobel per la medicina.

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E dimmelo, dai, lo so che ci tieni