robedilibri

Io ho degli amici che scrivono. Cioè, tutti abbiamo degli amici che scrivono, noi stessi scriviamo, e poi ci leggiamo uno con l’altro, in una specie di masturbazione collettiva che ci rende un po’ dei pervertiti agli occhi di chi non vive questo strano mondo. Ma i miei amici che scrivono sono particolari, perché scrivono libri che la gente compra.
Cioè, anch’io una volta ho scritto un libro che la gente ha poi comprato, e stasera mi sono anche permesso di pubblicare la copertina qui a lato, ma il mio è stato più un caso estemporaneo, sono troppo incostante per farlo diventare un lavoro, anche solo per provarci. Questi miei amici invece scrivono come dannati, dappertutto, e soprattutto dannatamente bene. E come se non bastasse questo a renderli odiosi a noi poveri patetici pennaioli, questi miei amici hanno deciso di completare la serie e si sono inventati anche editori. Lettori, scrittori ed editori, tutto loro fanno. Ci manca che aprano un macero e si mettano a tagliare alberi..

E’ come se un macellaio si ingrassasse a fieno e poi si facesse a pezzi e si vendesse al banco, a pensarci fa un po’ senso, ma qui si ingrassano e sminuzzano le parole, ed è una bella cosa, se a uno piace leggere. Si incolla e rilega e disegnano copertine, come in una di quelle stamperie antiche che odorano di inchiostro e spago. Si producono poche preziose copie, che si distribuiscono a mano, per posta, una a una a chi le richiede, limitando i ricavi, ma anche mantenendo un rapporto col lettore che nell’editoria odierna te lo sogni.

E’ una libreria che potevi immaginarti duecento anni fa, e uno si chiederebbe chi glielo fa fare di aprirla ora, ma il Cino è fatto così, ci deve pensare un po’ prima di fare una cosa..

samiz.. samid.. macomecazzo..

One Comment

E dimmelo, dai, lo so che ci tieni

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