Papa People

banner renzportDomenica viene il Papa a Genova. Non so in cosa consisterà la sua esibizione, perché quando c’era da scegliere se andare a vedere il Papa o i Pink Floyd ho preferito questi ultimi, forte del fatto che il Papa non fa volare maiali, mentre se non fossi andato a vedere i Pink Floyd sarebbero volate delle madonne.
Immagino comunque che il Pontefice si esibirà nel solito repertorio, difesa della famiglia, condanna della legge sull’aborto, preghiera ai fedeli e lancio di colombe come il miglior Silvan. Niente di eccezionale, ma la città è in subbuglio. Sono stati asportati alberi che potrebbero oscurare la vista del Pastore Tedesco, blindati portici e montate transenne, ricreando quell’atmosfera che tanto abbiamo apprezzato sette anni fa per il G8.
Non veniamo a facili conclusioni, questa volta le barriere non serviranno a proteggere Ratzy dalla folla, ma la folla stessa da quei gruppi eversivi e potenzialmente pericolosi che da tempo accompagnano il Papa nei suoi viaggi: i Papa Boys.

Chi sono costoro? Si tratta di facinorosi appassionati di due cose soltanto, la religione e la violenza smodata. Eccitati dalla figura del Pontefice, che hanno eletto loro guida spirituale, si raccolgono in squadracce di ultras che adottano la scusa del pellegrinaggio per seminare il terrore in giro per il mondo.
La polizia li tiene sotto controllo durante i loro spostamenti, monitorando i treni speciali di cui si servono e scortando i pullman in giro per le autostrade. Tutti ricordano quel tragico episodio di qualche anno fa, quando un gruppo di Papa Boys si incontrò all’autogrill con una comitiva di Hare Krishna: settanta feriti, di cui una decina costretti al ricovero ospedaliero per ferite da rosario e tamburello, danni alle strutture, centinaia gli automobilisti coinvolti nella rissa più spaventosa che la storia moderna ricordi.
Il fatto è che gli Hare Krishna sono considerati dai Papa Boys i loro nemici peggiori, a causa della testa rasata, che li etichetta automaticamente come skinheads.

Come detto, questi holygans sono presenti ovunque alle esibizioni papali, si occupano del servizio d’ordine schierandosi sotto il palco, e sostengono il loro idolo dalle curve, intonando cori e sventolando bandiere e striscioni.
Sovente eccedono, ed è frequente trovare i capi storici delle varie fazioni sottoposti a divieto di frequentazione, costretti a presentarsi in caserma negli orari di messa. Succede allora che i loro compagni espongano striscioni che recitano “Beniamino e Pio liberi”, “Libertà per i focolarini”, “Diffidati” e altri slogan del genere.

Questa domenica Genova sarà sottoposta a un’altra dura prova. Sinceramente non credo che delle transenne, o qualche poliziotto in più, possano scoraggiare chi ha fatto della preghiera d’azione una ragione di vita, e temo che ancora una volta sentiremo intonare le loro macabre canzoni per le strade della città:

Siam venuti fin qua
Per vedere pregar
Benedetto che va
Verso la santità
Siam venuti fin qua..

Pubblicato da

spassky

Pablog è l'identità segreta di uno scrittore premiato con un paio di nobel alcuni anni fa, ma di cui non si vanta in giro perché il primo l'ha ricevuto per un disguido postale e il secondo come riconoscimento per aver restituito il primo al suo legittimo proprietario. Però un giorno ne riceverà uno per il suo lavoro, ne è certo. Solo che sarà il nobel per la medicina.

11 pensieri su “Papa People”

  1. La tua mente contorta travisa le vere ideologie dei PapaBoy: essere un PapaBoy è una cosa che ti nasce dentro. NOI siamo sempre con il Papa, e sempre lo saremo. E’ una cosa che ti trapassi da padre a figlio, ad esempio mio padre mi portava a vedere il papa ed io faccio lo stesso con mio figlio. Non ti abbandona mai, ci cresci, ci vivi e tutte le domeniche lo celebri come se fosse la prima volta.
    Saremmo Papaboy anche se lui venisse retrocesso che ne so per favorire la nomina di un Vescovo piuttosto che un’altro. Anche nelle chiese di periferia! PapaBoy è uno stile di vita, PapaBoy è vita.
    “Cento, mille ,diecimila patti lateranensi!”

    Samuele

  2. non mi dire niente che a luglio verranno a Sydney e stanno già aumentando i controlli alle frontiere, ed essendo italiano vengo spesso mischiato con quella gente e devo dare un mucchio di spiegazioni… (mi salvo mettendo su un paio di baffi neri e dicendo che sono mafioso)

  3. Ochei Fry, buona la seconda.
    Dedee, se la scusa del mafioso non dovesse passare prova a dire che sei un politico, il risultato è pressoché lo stesso e non ti servono neanche i baffi finti.

  4. Di madonne se ne alzeranno tante anche a Genova, ieri la zona di via brigata liguria, piazza dante, XII ottobre era un casino e oggi hanno anche chiuso qualche via in più, non contando che dove passerà lui, non si può parcheggiare neanche la bicicletta, tipo quì a Sturla.

    Stasera gli automobilisti tireranno fuori i rosari, contando che dovrebbe anche piovere.

  5. Oggi verso le 13 al capolinea del 374 in Spianata passano due ragazzini di max 13 anni.
    Uno dice all’altro: «Hanno tagliato degli alberi, hanno cambiato le linee degli autobus, e tutto perché viene uno vestito di bianco con un cappello in testa!»

    😀

    Questo mi fa guardare con più (cristiana?) speranza al futuro: non di soli papaboys è fatta l’italica gioventù!

  6. Eh sì, infatti, ma con tutta probabilità i ragazzini erano tutti nei balilla a sventolare le bandierine biancogialle all’inaugurazione di Via della Conciliazione.

    Adesso invece ci fanno sarcasmo. Per questo sono ottimista.

    (come diceva un vecchio poeta decaduto pisciandosi nel pannolone mentre usciva dall’ipermercato con un forno a microonde, convinto di aver comprato un televisore)

  7. Bah, ultimamente mi sono messo anch’io a guardare il forno invece della tele. Almeno quando si bruciano le patate non arriva il pollo a scusarsi con gli spettatori.

E dimmelo, dai, lo so che ci tieni