dopo la svolta

– Allora, hai fatto il tuo dovere domenica?

– Certo, per chi mi hai preso?

– Beh, sai, c’è una tale aria di dimissioni in giro che credevo che anche tu..

– Non se ne parla neanche, ognuno deve fare il suo, anche se i giochi ormai sono fatti. Bisogna esserci, e crederci fino in fondo.

– La tua fidanzata è venuta?

– No, lei non ne vuole più sapere, dice che è un ambiente marcio, è rimasta delusa dagli ultimi scandali.

– Eh si, la capisco. Però hai detto bene tu, anche se i giochi sono fatti bisogna esserci. Che poi non sono mica convinto che sia già tutto fatto, ci comportiamo come se una volta in Europa non si potesse più rischiare di essere cacciati fuori.

– E’ proprio quello che dico io! L’Europa te la devi guadagnare, e se non mantieni il passo con gli altri è un attimo finire fuori.

– Vero. E di questi stranieri cosa mi dici?

– Che ce ne sono tanti, e secondo me era meglio quando in Italia giocavano solo gli Italiani.

– Già. Beh devo andare, mi ha fatto piacere scoprire che segui la politica con questo interesse, ce ne fossero di più come te le cose andrebbero meglio!

– Politica? Ma non stavamo parlando della partita?

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spassky

Pablog è l'identità segreta di uno scrittore premiato con un paio di nobel alcuni anni fa, ma di cui non si vanta in giro perché il primo l'ha ricevuto per un disguido postale e il secondo come riconoscimento per aver restituito il primo al suo legittimo proprietario. Però un giorno ne riceverà uno per il suo lavoro, ne è certo. Solo che sarà il nobel per la medicina.

Un pensiero su “dopo la svolta”

E dimmelo, dai, lo so che ci tieni