there’s a hole in my life

thievery corporationGiovedì sera è stata una serata difficile, tanto difficile che ancora mi riesce difficile parlarne, ma credo che non raccontare e fingere che non sia mai successo sia anche peggio, perciò faccio un prologo veloce:

Siamo andati alle Cappe a lavorare, l’abbiamo trovate come quando ci sono stati i ladri, solo che questi ladri indossavano la divisa e avevano un regolare mandato. Mi riservo di raccontare di più quando questa faccenda sarà finita, che ho promesso al Sub di evitare commenti che potrebbero peggiorare la situazione.

diabolik

Chiarita più o meno la situazione ci siamo messi a lavorare come ogni giovedì, e alla fine della serata siamo tornati a prendere la mia macchina. L’ho trovata come quando ci sono stati i ladri, solo che stavolta i ladri ci sono stati davvero, mi hanno spaccato un finestrino e hanno cercato qualcosa da rubare.

Ora, se sei un ladro, per quanto probabile tossicodipendente, data la zona in cui è avvenuto il misfatto, avrai abbastanza buonsenso da riconoscere una macchina dove c’è del buono da una di un morto di fame. La mia non era l’unica auto parcheggiata in quel tratto di strada desolato, ma certamente era una delle meno invitanti, e comunque sarebbe bastato dare un’occhiata all’interno per rendersi conto che le uniche cose sul cruscotto erano cartaccia e vecchi opuscoli, cosa ti fa pensare che nel cassetto troverai qualcosa di meglio?

caccia al ladroTant’è ci ha provato, ha spaccato il vetro e ha cercato di infilarsi. Aperto il cassetto ha tirato fuori il libretto della macchina, delle penne, di cui una preziosissima con la donna che quando la capovolgi resta nuda, la custodia del frontalino dell’autoradio (che non ha fatto venire in mente al ladro che se c’è la custodia dev’esserci anche il frontalino, con attaccato autoradio, e difatti non se l’è neanche cagato), e un piccolo coltellino a serramanico che quello si, me lo frego, che magari ci minaccio uno studente su ai Giardinidiplastica.

Mi ha preso anche un sacchetto di monetine da 1 centesimo che avevo sparse per la macchina, e che gli devono aver fruttato la golosa cifra di un euro, un euroemmezzo, e un gettone per i carrelli dell’iper, in plastica rossa.

Io, di mio, sono dovuto tornare a casa con un sacchetto della spazzatura al posto del finestrino, e unfeathers mucchio di vetri sul sedile, e se mio padre non si fosse fatto prendere dalla compassione e non mi avesse pagato la riparazione avrei dovuto tirar fuori 130 euri per un finestrino nuovo e relativo montaggio.

Detto questo, domani sera siamo di nuovo a lavorare alle Cappe, la tentazione di lasciare di nuovo la macchina nello stesso posto, forte del motto “Un fulmine non colpisce mai due volte nello stesso posto” è tanta, ma altrettanta è quella che mi viene dall’altro motto, “Ma allora te la vai proprio a cercare!”.

Che farò?

Pubblicato da

spassky

Pablog è l'identità segreta di uno scrittore premiato con un paio di nobel alcuni anni fa, ma di cui non si vanta in giro perché il primo l'ha ricevuto per un disguido postale e il secondo come riconoscimento per aver restituito il primo al suo legittimo proprietario. Però un giorno ne riceverà uno per il suo lavoro, ne è certo. Solo che sarà il nobel per la medicina.

7 pensieri su “there’s a hole in my life”

  1. io andrei con una soluzione alternativa ossia parcheggio identico con in più un bel cartello con scritto “va bene tutto, ma la penna con la donna nuda ci terrei a riaverla” magari hai beccato un ladro di buon cuore 😀

  2. a me, nel mio piccolo, ieri hanno rubato il sapone dal bagno degli uomini e non riesco a capire chi possa essere stato, visto che la gente sospetta non la faccio andare in bagno. mi sa che fra poco perquisiro’ a fondo i clienti e guardero’ anche se hanno le mutande, dopo quello che e’ successo col tipo che le ha cacciate nel gabicesso. a pensarci bene, questo potrebbe aumentare la clientela…

  3. Per di più ho scoperto che qualcosa mi aveva fregato, il maiale: il mio quadernino dalla copertina nera su cui ogni tanto scrivevo qualcosa di importante. Per questo abbandono ogni sentimento di comprensione cristiana e gli auguro di bollire nell’aceto, mentre un prete alle sue spalle gli legge tutti gli articoli più interessanti di Gente.

  4. Roja, ti rispondo qui perche’ da me passano i miei e hanno gia’ tante preoccupazioni che non e’ il caso di aggiungerne altre da parte mia.
    Il mio problema e’ che passo il tempo a pulire merda, piscio e vomito, a lottare contro gli scarafaggi e a lavare piatti. Non ne posso piu’, io “lavoravo” 6 ore al giorno, massimo 7, facevo due calcoli, pagavo due scommesse e portavo a casa 1200 e rotti al mese. Ora mi spezzo la schiena e non guadagno niente. Credevo di fare cocktail e caffe’, invece pulisco, pulisco e pulisco e vado a far la spesa, perche’ i fornitori hanno i prezzi piu’ alti del supermercato. Se non fosse per il gattino me ne andrei domani. Lo so che devo aver pazienza ma sono talmente stanca che mi cedono i nervi tre o quattro volte al giorno. Ho perso 5 chili in due mesi, non mangio e non dormo, sono pentita piu’ che mai, e non so come uscire da questa situazione senza perderci troppo.
    Ieri ho tolto il vomito di un tizio, mezz’ora dopo il cliente successivo ha fatto la pipi’ sul pavimento. Sto pensando seriamente di andare a fare delle pompe in giro, perche’ lo schifo sarebbe uguale ma almeno guadagnerei qualcosa e avrei del tempo libero. Sto male, parlo da sola, non ragiono piu’.

  5. Volevo solo dire che sto un pochino meglio: dopo che mi sono spuntate le piaghe dietro al ginocchio (mi vengono quando sono stressata, sono il mio campanello d’allarme), il signor Kutuzov mi ha obbligato a riposare e ora ragiono con piu’ chiarezza. ora non odio il bar, lo detesto solo. chi odio veramente e’ il misterioso vicino che non chiude il portone, ma gli sto dando la caccia e prima o poi lo becco. nel frattempo ho terrorizzato tutti gli altri vicini, cosi’ al processo ci metto niente a farmi dare l’infermita’ mentale.

E dimmelo, dai, lo so che ci tieni