Riposa in pace. Ti prego!

banner Incuriosito dalla recensione positiva di Siuìzz, ieri sera mi sono guardato Die Hard 4, approfittando dell’assenza della consorte, nemica giurata di Brusuilli e dei suoi film.

A me Brusuilli piace, e i precedenti capitoli della saga li ricordo con piacere. Giusto il secondo mi pesa rivederlo, per quel cazzo di sceriffo ritagliato con le cesoie che non-si-fida-e-basta.

Ma restiamo sul nuovo capitolo. Il detective John McClane, invece di andare in pensione, rilancia, e se nell’ultimo episodio salvava la città, qui esagera, e dedica le sue attenzioni all’intero Paese.

Appena comincia il film lo vediamo cercare di salvare più che altro la virtù della figlia, smanacciata figlia smanacciabiledal fidanzato di turno; e fin lì uno si potrebbe accontentare, voglio dire, hai sessant’anni e passa, non ti mettere nei casini e limitati a salvare quello che è alla tua portata salvare. La figliola fra l’altro è discretamente smanacciabile, e il simpatico siparietto che nasce non è certo all’altezza di una eventuale bella scena pruriginosa. E vabbè, se volevo vedermi un porno cercavo altrove, giusto?

La storia ci mette un pochino a partire, ma quando comincia l’azione e vedi il nostro eroe buttarsi per terra e rispondere al fuoco capisci che non sei tu ad avere sbagliato film, ma lui. Vedere Brusuilli in azione nel nuovo Die Hard trasmette la stessa sensazione straniante di una tartaruga che corre. E’ un vecchio incartapecorito, pelato, rugoso e bolso, che imita sè stesso di tre “morti dure” fa, e ti fa venir voglia di chiudere e mettere su per l’ennesima volta il grattacielo Nakatomi.

Certo, se vuoi l’azione ne hai quanto basta, ma mi domando perché gli sceneggiatori americani non abbiano proseguito nello sciopero per tutta la loro vita: automobili che abbattono elicotteri, hackers che saltano per aria quando spengono il computer (e se uno lo tenesse sempre acceso?), macchine che entrano in ascensore, ma la sequenza migliore rimane quella del jet sulla sopraelevata.

Allora c’è lui alla guida di un autotreno, che insegue un furgone su una sopraelevata. Il pilota del faeroplanourgone chiama un jet dell’esercito e gli fa credere che sul camion ci sia un terrorista, quindi gli ordina di abbatterlo. Il pilota del velivolo, temendo che il terrorista possa mettere a repentaglio la vita dei numerosi automobilisti presenti, spara un razzo contro il camion, abbatte un pilone e fa crollare tutta la sopraelevata, macchine comprese. Niente più automobilisti a rischio, ora ci può andare pesante. Ovviamente Brusuilli non si fa niente, e quando l’aereo, che è di quelli che possono stare fermi per aria, sta per precipitare e comincia a girare su sè stesso, ci salta sopra, prende bene le misure e poi lo usa per lanciarsi in salvo su un altro pezzo di strada, ovviamente un attimo prima che l’aereo esploda, sennò che gusto c’è?

Uscito incolume dalle macerie scopre di trovarsi PROPRIO DAVANTI alla base dei manigoldi. Musica pesa, carneficina finale, ambulanza che se lo porta via come tutte le volte, fine.

Ora mi chiedo, Gion Meclèi è tornato, Rochi e Rambo sono tornati, Terminèto è tornato da mò, Indianagions è dietro l’angolo, chi manca? I Gosbasters? Conanilbarbaro? Robocop? Ma soprattutto,

COSACAZZO CI STANNO A FARE ANCORA IN GIRO? NON SAREBBE ORA CHE SE NE ANDASSERO TUTTI IN PENSIONE?

NON CI BASTAVANO I SENATORI A VITA?

Pubblicato da

spassky

Pablog è l'identità segreta di uno scrittore premiato con un paio di nobel alcuni anni fa, ma di cui non si vanta in giro perché il primo l'ha ricevuto per un disguido postale e il secondo come riconoscimento per aver restituito il primo al suo legittimo proprietario. Però un giorno ne riceverà uno per il suo lavoro, ne è certo. Solo che sarà il nobel per la medicina.

4 pensieri su “Riposa in pace. Ti prego!”

E dimmelo, dai, lo so che ci tieni